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CORPO E CAMBIAMENTO
Presentazione
Massimo Soldati

O carne, e voi mie membra, in cui trovai dimora, come mi rallegro di cuore di essere stata inviata dentro di voi, perché ogniqualvolta agiamo in armonia mi riconducete alla ricompensa eterna. S. Ildegarda di Bingen.

E' un vero piacere per me poter scrivere qualche riga di presentazione del mio libro "Corpo e Cambiamento" su questa rivistina, che amo e che mi è stata di guida ed ispirazione per tanti anni.
In questo libro ho trascritto le esperienze di un lungo cammino che mi ha portato a ricercare varie tecniche terapeutiche ed autoterapeutiche che sono state utili per me stesso e che spero possano essere di giovamento anche ad altri.
Il corpo non è solamente una macchina, come pensava il medico e filosofo Julien Offoy de Lamettrie (L'uomo macchina, 1748), ma è strettamente collegato con il nostro modo di essere, tanto che, allenando la nostra percezione, possiamo leggere in esso molte cose. La storia personale, il carattere, i blocchi, le attitudini di una persona sono scritte chiaramente nella forma e nel modo di muoversi del nostro corpo. Esso può essere un compagno di strada, al quale dobbiamo essere molto grati, perché non solo ci permette di vivere la nostra vita terrena, ma anche, ponendoci in ascolto, di ricevere informazioni veritiere, che non sono distorte dalla nostra mente. Il medico Georg Groddeck (Il libro dell'Es, 1923) stupiva i suoi pazienti interpretando direttamente i loro disturbi fisici come causati dai loro comportamenti: si definiva uno psicanalista selvaggio, scandalizzando colleghi e benpensanti e credeva che non fosse possibile separare la parte dal tutto, il corpo dall'anima.
Sin da quando ero uno studente ho notato che i modi della psicoterapia classica, basati soprattutto sulle parole, erano limitati e richiedevano molto tempo per ottenere dei risultati. E quando li ottenevano c'era sempre una persona di cuore dietro la tecnica e la scuola, qualunque essa fosse. Dall'altra parte vedevo che la espressione di sé che avviene attraverso l'arte, la danza, il canto ed anche lo sport, se vissuto in modo non solo competitivo , portano delle trasformazioni interiori intense. Il pensiero olistico ha permesso la nascita di molte metodologie di crescita e di salute, che prima non erano così facilmente accettate. Nel campo della psicologia, ad esempio non si poteva pensare di fare qualcosa di diverso dal parlare, poi grazie al lavoro di Wilhelm Reich, Alexander Lowen, John Pierrakos ed altri si comincio' ad usare il corpo e studiare i riflessi su di esso dei problemi dell'anima. Non solo una disposizione maggiore verso certe malattie, ma anche il nostro carattere - inteso come quella gabbia limitativa di abitudini che ci costringe - i nostri blocchi, le paure, i pensieri limitativi e abituali, le leggi personali, si riflettono nella forma e posizione del corpo.
Possiamo perciò agire su di esso con un atto deliberato di cura, come nelle società tradizionali gli sciamani operano dei riti per portare la guarigione. Le tecniche sono tante e si affollano in un mercato che si va sempre più inflazionando: possiamo agire sui canali di energia che scorrono portando nutrimento, possiamo muovere il corpo assumendo posizioni che stimolino una liberazione di questo flusso vitale, possiamo respirare, esprimere le nostre emozioni danzando, ridendo e piangendo, possiamo sottoporre il corpo a massaggi od influssi mirati di colori, pietre, essenze, suoni.
Non c'è niente di nuovo: tutto questo è stato già impiegato e scoperto da tanti ricercatori del passato. Gli antichi egizi già curavano il corpo e l'anima ponendo dei piccoli cilindri di coccio riscaldati e bagnati con essenze su punti determinati del corpo, l'abate Kneipp curava facendo camminare a piedi nudi nei ruscelli, Edward Bach con le vibrazioni dei fiori selvatici, nel teatro greco la partecipazione accorata del pubblico al dramma od alla commedia stimolavano una reazione guaritrice. Quello che è nuovo è l'entusiasmo di riscoprire tutto questo e la possibilità di portarlo infine ad essere una scienza, anche se gli scienziati sono ancora così lontani da questo. Il Prof. C. Tart dell' Institute of Transpersonal Psychology, Palo Alto, Professore Emerito della University of California, sta pero' conducendo un interessante progetto TASTE nel quale richiede agli scienziati di descrivere le loro esperienze trascendenti, in modo che confluiscano in un archivio. Lo scopo è mostrare quanti di loro, nonostante l'allenamento al pensiero razionale, abbiano queste esperienze e non parlino per timore del ridicolo o di ripercussioni sulla loro carriera (e sono molti).
Comunque il corpo è - o può essere - un amico al quale come prima cosa dobbiamo gratitudine per il lavoro che fa, ed al quale possiamo chiedere anche molti altri doni. Il corpo è in sé sacro, sano, pulito ed innocente, se amato ed apprezzato, e se gli diamo quel poco di aria pulita e di natura che richiede, evitando di caricarlo con i pensieri negativi della nostra mente. Se questo succede: via! Muoviamoci e celebriamo la vita.
Ancora una volta voglio ripetere che le tecniche sono tante e che l'arsenale della natura è a disposizione, e non contiene segreti che non possano essere svelati con un po' di umiltà e di attenzione, nessun marchio di fabbrica o copyright. La vita in sé non contiene nessuna di quelle limitazioni culturali e politiche che noi ci autoinfliggiamo: il colore rosso può curare alcune malattie del corpo, ma anche dare energia, calore ed entusiasmo a chi li ha perduti; una pietra puo' stimolare come un ago di agopuntura; una passeggiata nel bosco ed il riconoscere dei fratelli fra gli alberi e le piante possono curare i mali della nostra anima; una piccola toilette può essere un luogo di meditazione tanto quanto un tempio.

Articolo del Dr. Massimo Soldati. Pubblicato su L'Età dell'Acquario, n.125, Gen-feb 2001, Edizioni Ude.




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