Il fitness e la terza eta'
In
questo periodo della vita il fitness puo' essere estremamente benefico
non solo da un punto di vista fisico, ma anche psicologico. Il fatto di
mantenere un livello generale di salute piu' alto e di contrastare gli
acciacchi contribuisce ad alzare il tono dell'umore ed a mantenersi
attivi.
La terza eta' porta infatti con se' il rischio dell'isolamento e
dell'abbandonarsi a stati depressivi per il vissuto, indotto anche da
una struttura sociale nella quale predominano gli aspetti competitivi
rispetto ai valori umani, di non essere piu' validi e socialmente
accettati. L'anziano si chiude percio' in un isolamento dal quale la
frequenza ad un club puo' riscuoterlo, dandogli vitalita' e soprattutto
quella socializzazione di cui ha un estremo bisogno.
Il compito dell'istruttore
E' estremamente delicato. Da una parte deve riuscire a proporre
attivita' che non siano particolarmente stressanti o pericolose per un
organismo debilitato dall'eta', dall'altra riuscire a coinvolgere
emotivamente e favorire una partecipazione, cosa che e' importante
ottenere per l'anziano.
L'istruttore fara' un grande servizio a questo tipo di cliente se
riuscira' a favorire anche una socializzazione trasversale, facilitando
ove possibile dei rapporti tra le varie fasce d'eta', che pure hanno
stili, necessita' e motivazioni diverse. Per nessun motivo l'anziano
deve essere lasciato nella "riserva indiana" a lui dedicata, dove si
fanno esercizi "da bambini", che potrebbero essere visti con un senso
di superiorita' dai piu' giovani, ma va favorita la interazione con
altre fasce d'eta', che puo' portare benefici a tutti. A lui in prima
istanza, perche' puo' trarre vantaggio dalla vitalita' e
dall'entusiasmo dei piu' giovani; ai giovani ed adulti, perche' li
aiuta ad uscire da una visione competitiva ed vedere il fitness anche
come benessere ed occasione di scambio sul piano umano.
Contro la solitudine
La terza eta' si confronta con il problema della decadenza e della
morte ed e' spesso lasciata sola ad affrontare questi avversari con cui
nessuno vuole avere a che fare. La nostra societa' favorisce
particolarmente l'isolamento degli over 60, sia perche' teme le due
tematiche su accennate, sia perche' si basa sulla logica del consumo,
della produzione e dell'efficienza. Tutti ad un certo punto non saremo
piu' efficienti, non produrremo piu' e percio' non potremo consumare
molto ed avere a sufficienza questo tipo di gratificazioni. Saremo out.
Questo ci spaventa e tendiamo a non volerlo vedere, percio' gli anziani
vengono evitati e talvolta trattati piu' con disprezzo verso le loro
ridotte performances, che con il rispetto dovuto alla esperienza di cui
sono portatori.
Il fitness puo' fare veramente molto per aiutare la terza eta' a
mantenere l'efficienza, ad uscire dalla solitudine, ad allontanare le
tendenze depressive; puo' inoltre costituire un luogo di collegamento,
di benefica interazione tra le generazioni, che porta vantaggi
psicologici a tutti.
Articolo del Dr. Massimo Soldati. Pubblicato su Professione Fitness,
N° 3, Mag 2001. www.professionefitness.com