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MANIFESTO TRANSPERSONALE



Durante il Convegno Beyond The Mind, al quale hanno partecipato alcuni dei maggiori rappresentanti della Psicologia  Transpersonale, tra cui Stanislav Grof, Erwin Laszlo e John Rowan, e' stato presentato e discusso il seguente manifesto che vuole indicare alcune linee guida del movimento. Si tratta di una prima redazione che verra' migliorata e modificata nel tempo grazie al contributo di tutti coloro i quali si riconoscono in questa corrente della psicologia.

Manifesto Transpersonale


A proposito dell’universo
  •  Siamo tutti fratelli. L’universo è un flusso interconnesso di eventi percorso dalla coscienza che è un flusso incessante e illimitato. I limiti esistono solo nella mente dell’uomo.
  • Il mondo minerale, vegetale, animale ed umano, i mondi sottili dello spirito esistono uno dentro l’altro ed uno per l’altro.
  • L’universo non è solo quello fisico conosciuto dalla scienza materialista e dai cinque sensi. Esistono eventi spirituali che trascendono la percezione sensoriale ma che sono altrettanto reali quanto gli eventi fisici misurabili. Si pensi a fenomeni quali l’aura, i chakras, le entità spirituali, le forze elementali, ecc.
  • La nostra comprensione dell’universo è direttamente influenzata dal nostro modo di essere e di conoscere.
  • La mia visione del mondo dipende dalla posizione dalla quale lo guardo, vale a dire dal mio stato di coscienza.

A proposito della natura umana
  • Ciascuno di noi possiede una “natura intima”, essenziale, fondata biologicamente, naturale, innata.
  • Questa natura è in parte specifica della persona, in parte caratteristica dell’intera specie. Essa sembra essere “intrinsecamente buona”. Contiene i bisogni fondamentali, le emozioni e le capacità umane fondamentali, le potenzialità, i talenti, gli equilibri fisiologici e temperamentali, l’attrezzatura anatomica e così via.
  • L’educazione, le aspettative culturali, i condizionamenti, le paure soffocano la nostra “vera natura”.
  •  L’esistenza di ogni individuo è un processo di autorealizzazione della propria “vera natura” o essenza spirituale.
  •  Il processo di autorealizzazione non si ferma all’intelletto ma procede verso qualità più elevate quali: amore, saggezza, umiltà, compassione, fiducia, consapevolezza, pazienza, condivisione, solidarietà, rispetto, ecc..
  • L’individuo non si esaurisce nelle parti fisiche che lo compongono, ma in quanto unità bio-psico-spirituale, presenta una serie di livelli interconnessi che vanno dal fisico all’emotivo, al mentale, allo spirtuale.
  • La vita dell’individuo non incomincia con la nascita e non finisce con la morte, ma rappresenta un momento nella giornata evolutiva della “coscienza universale”.
  • Lo spermatozoo e l’ovulo che mi hanno generato erano vivi prima che io nascessi ed il ricordo di me continuerà ad agire nel mondo anche dopo che sarò morto. Quando comincio? Quando finisco? Stabilirlo è un arbitrio.
  • Mediante l’esperienza interiore l’individuo può gradualmente liberarsi dalla sua storia personale e dai suoi attaccamenti psico-fisici, sviluppare le sue qualità più genuinamente umane e realizzare la sua “vera natura”.
  • L’esperienza interiore è come lo scalpello dello scultore che, giorno dopo giorno, modella il marmo grezzo e, togliendo il superfluo, dà forma alla bellezza dell’opera d’arte che stava celata nel blocco di pietra.
  • Esistono, oltre all’energia fisica che introduciamo nel corpomente con il cibo ed il respiro, altre sorgenti di energia alle quali è possibile attingere.
  • Si pensi alla forza che spinge gli alberi verso l’alto, al fervore della primavera, alla freschezza di una fanciulla in fiore, alla forza della fede o dell’anelito spirituale, all’amore materno, ad una notte nella foresta o ad un alba sull’Himalaya.
  • Il dolore, i conflitti sia emotivi che sociali e la malattia non sono semplicemente nemici da combattere, ma alleati che contengono in sé un potenziale creativo fonte di significato, insegnamento e forza.
  • Padroneggiando l’ascolto e l’auto-osservazione noi possiamo consentire al potenziale creativo del sintomo o del conflitto di dispiegarsi mediante immagini, emozioni, sensazioni, bisogni, desideri, ricordi, suoni, azioni, intuizioni, ecc.
  • Il processo creativo è il risultato di un flusso archetipico che accede al campo di coscienza dell’individuo che crea.
  • L’arte è espressione archetipica, senza passato né futuro che si esplica nell’immediatezza dell’atto, nell’autopresentazione di forma e colore.
  • Dove il colore è colore ma scaturisce da un “oltre” che non ha memoria, dove la forma è sempre una forma ma attinge ad un’idea nomade e universale priva di appartenenza ma viva di potere spirituale.
  • L’amore è la sorgente della vita. Dolore e malattia sono prima di tutto la conseguenza della nostra incapacità di amare.

A proposito di coscienza
  • Tutte le forme di vita, minerali, vegetali, animale, umane, spirituali, sono percorse dal flusso della coscienza e sono degne di amore e rispetto.
  • Esistono forme di coscienza a diversi livelli di evoluzione e complessità.
  • Esistono forme di coscienza individuali e collettive. Esistono forme di coscienza “superiori” che ci assistono, ci orientano. Esistono forme di coscienza “inferiori” e/o sofferenti.
  • Il cervello e il sistema nervoso non sono la sede, bensì uno strumento della coscienza la quale è reale quanto il cervello stesso.
  • Nessun adulto in pieno possesso delle sue facoltà psichiche sarebbe così sciocco da pensare che la televisione sia la sede dello spettacolo che trasmette. Allo stesso modo appare una illazione poco sensata quella di ritenere che la coscienza sia esclusivo prodotto dell’attività cerebrale.
  • Esistono diversi stati di coscienza, ognuno dei quali è espressione del livello di coscienza che sta attuando in quello specifico contesto.
  • Così come ogni stazione radio si trova su di una precisa frequenza d’onda e trasmette un programma specifico, allo stesso modo ogni stato di coscienza è espressione di una particolare vibrazione e produce determinati stati d’animo, pensieri, ricordi, comportamenti, ecc.
  • La mente quando opera in modo “duale”, razionale è responsabile di stati ordinari di coscienza. E’possibile mediante la pratica interiore accedere ad una condizione della mente “unitiva”, estatica, trascendere lo stato ordinario e accedere a stati non ordinari di coscienza.
  • La conoscenza razionale è arbitraria, l’insight o comprensione intuitiva raggiungibile mediante le istanze della mente estatica consente l’accesso alla vera natura delle cose come sono.

A proposito di personalità
  • La personalità rappresenta una sovrastruttura dell’individuo, un prodotto della cultura e dell’educazione che va gradualmente trascesa se si vuole accedere alla propria “vera natura”.
  • La disponibilità a disidentificarsi dai tratti della propria personalità è condizione essenziale per accedere alla dimensione spirituale.
  • Spesso una personalità ben adattata ai valori della propria cultura è il risultato di una identificazione con schemi illusori che vanno messi in discussione per accedere alla vera comprensione di sé e del mondo.

A proposito di corpomente
  • Gli stati emotivi sono direttamente connessi agli stati di coscienza. La repressione o il rigido controllo delle emozioni determina una cronicizzazione della coscienza che ostacola il processo di realizzazione.
  • Nel mondo della scuola, del lavoro, negli ambiti scientifici e religiosi dominanti, nei rapporti sociali, quindi nella stragrande maggioranza delle situazioni della nostra vita le emozioni sono considerate un fattore di disturbo da reprimere o da controllare. Ma le emozioni sono la manifestazione, come ci ricorda reich, di quel “moto espressivo biologico” che è l’essenza stessa della vita.
  • Ogni patologia, anche organica, è direttamente connessa alla incapacità di gestire le proprie emozioni. La gestione degli stati emotivi è fonte di realizzazione.
  • Gestire le proprie emozione significa entrarne in contatto, esprimerle e trasformarle mediante l’osservazione consapevole e la graduale disidentificazione.
  • L’amore, la compassione, la solidarietà, la pazienza, l’umiltà, la condivisione, le qualità più genuinamente umane, che siamo in grado di offrire al mondo sono la cura di prima elezione per qualsiasi malattia.
  • La sessualità esprime la forza creativa stessa della vita. Prenderla in esame significa attingere alla fonte primaria del nostro “essere nel mondo”.
  • La mancata comprensione della vera natura della sessualità, la sua repressione, negazione o deliberata mistificazione, sono stati e continuano ad essere tra i maggiori responsabili delle miserie dell’umanità.
  • Esiste una condizione non ordinaria di coscienza attraverso la quale è possibile accedere a realtà extrasensoriali, connettersi con l’intero universo e attingere a verità presenti da sempre nella profondità del nostro essere.
  • L’immaginario, il mondo dei simboli e degli archetipi interiori, il contatto con forze elementali ed entità spirituali possono essere fonte di profonda comprensione.
  • La fede non è adesione acritica a dei dogmi, ma frutto dell’esperienza interiore di una realtà spirituale.
IN COSTRUZIONE
Questo che hai letto e' da intendersi come un primo abbozzo di manifesto, naturalmente limitato e migliorabile, che non puo' rappresentare compiutamente la vastita' di lavori prodotti e di esperienze fatte
se vuoi partecipare e dare il tuo contributo vai alla seguente pagina dove potrai scrivere le tue impressioni.

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