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BREVE
STORIA DELLA PSICOLOGIA TRANSPERSONALE
Stanislav Grof
Riportiamo
un articolo di Stanislav Grof, uno dei fondatori e principali teorici
della Psicologia Transpersonale. Consigliamo la lettura a chi vuole
avere una prima idea della Psicologia Transpersonale; in bibliografia,
a fondopagina, sono indicati vari testi per approfondire l'argomento;
cenni anche alla ITA Associazione Transpersonale Internazionale.
Particolarmente importante e' la critica, in questo caso
costruttiva, portata alla sistematizzazione di Ken Wilber da un punto
di vista clinico.
Verso
la metà del ventesimo secolo, la psicologia americana era
dominata da due scuole importanti , Il comportamentismo e la psicologia
freudiana.
La
crescente
insoddisfazione riguardo questi due orientamenti che non chiarivano in
modo adeguato la natura della psiche umana condusse allo sviluppo della
psicologia umanistica. Il portavoce principale e maggiormente
rappresentativo di questa nuova corrente è stato il noto
psicologo americano Abraham Maslow
Egli
offriva una
critica incisiva dei limiti del comportamentismo e della psicoanalisi,
ossia rispettivamente della prima e della seconda forza in psicologia,
,come era solito definirle, e formulò i principi
di un
nuovo approccio alla psicologia (A. Maslow).
L'obiezione
principale di Maslow al comportamentismo riguardava lo studio degli
animali, quali ad esempio il ratto e il piccione; egli
evidenziò i limiti di quegli studi
sottolineando
che essi possono solo contribuire a chiarire quegli
aspetti
del funzionamento umano che noi condividiamo con questi animali, ma non
hanno alcuna rilevanza per la comprensione di
qualità
più elevate squisitamente umane, specifiche della
natura
umana, quali l’amore, l’autocoscienza,
l’autodeterminazione, la libertà personale,la
moralità, l’arte, la filosofia, la religione e la
scienza.
Tali studi sono inoltre relativamente inutili rispetto ad altre
caratteristiche negative specificamente umane, quali
l’avarizia,
il desiderio di potere, la crudeltà, e la tendenza
all’ “aggressione maligna"
Maslow
nella
sua critica ha inoltre rilevato il disinteresse dei comportamentisti
per la coscienza e l’introspezione ed il loro concentrarsi
esclusivamente sullo studio del comportamento ; il loro interesse si
focalizzava con enfasi sull’effetto determinante
dell’ambiente, sui meccanismi di stimolo/risposta e di
ricompensa/punizione; questa visione venne sostituita nella psicologia
umanistica con una focalizzazione sulla
capacità
individuale dell’essere umano di essere interiormente
motivato a
realizzare se stesso e a sviluppare il proprio potenziale .
L'interesse
primario
della psicologia umanistica, la terza forza di Maslow, si concentrava
sui soggetti umani, e questa disciplina teneva in alta
considerazione la coscienza e l’introspezione come
importanti complementi dell’approccio oggettivo
alla
ricerca.
Nella
sua critica
alla psicoanalisi, Maslow indica come Freud e i suoi seguaci traessero
conclusioni circa la psiche umana principalmente dallo studio della
psicopatologia: egli non era d’accordo con il
loro
“ riduzionismo biologico” di tutti i
processi
psicologici ad istinti di base .
La
psicologia
umanistica, d’altra parte, si concentrava su popolazioni
sane, o
persino su individui che mostravano funzionamenti
supernormali in
varie aree (" gli individui più evoluti
fra la
popolazione” di (Maslow), sulla crescita , sul potenziale
umano e
sulle funzioni più alte della psiche.
Inoltre
ha
enfatizzato che la psicologia deve mostrarsi sensibile ai bisogni umani
pratici e servire interessi e obiettivi importanti della
società
umana. Alcuni anni dopo Abraham
Maslow ed
Anthony Sutich fondarono l'associazione per la psicologia umanistica
(AHP) e la sua rivista omonima.
Il
nuovo
movimento diventò estremamente popolare fra i professionisti
del
settore medico-sanitario americano della salute mentale e anche fra il
grande pubblico.
La
prospettiva
multidimensionale della psicologia umanistica e la sua enfasi sulla
persona nel suo complesso, ha fornito un ampio contenitore
per
lo sviluppo di un ricco spettro di nuovi
approcci terapeutici efficaci che hanno
notevolmente
espanso la gamma di possibilità nell’occuparsi di
problemi
emozionali, psicosomatici, interpersonali e psicosociali.
Una
delle
qualità importanti di queste nuove terapie è
stata quella
di determinare uno spostamento decisivo dalle strategie esclusivamente
verbali della psicoterapia tradizionale, verso una modalità
di
espressione diretta delle emozioni, dall’esplorazione della
storia individuale e della motivazione inconscia, verso le
sensazioni ed i processi di pensiero dei clienti nel qui ed ora
Un'altro
aspetto importante di questa rivoluzione terapeutica
è
stato il focalizzarsi sull’interconnessione fra psiche
e
corpo e il superamento del tabù del
“contatto
fisico” che precedentemente dominava il campo della
psicoterapia; varie forme di lavoro sul corpo sono quindi
venute
a costituire una parte integrante delle nuove strategie di trattamento.
La terapia Gestalt di Fritz Perls, la bioenergetica di Alexander Lowen
ed altri metodi neo-reichiani, i gruppi di incontro e le
sessioni-maratona, possono venire qui menzionate come esempi salienti
di terapie umanistiche.
Nonostante
la
popolarità della psicologia umanistica, gli stessi
fondatori,
Maslow e Sutich, divennero sempre più insoddisfatti della
struttura concettuale che avevano originariamente generato.
Divennero
sempre più consapevoli di aver tralasciato un elemento
estremamente importante: la dimensione spirituale della psiche umana
(Sutich).
La
rinascita di
interesse verso le varie tradizioni mistiche, la meditazione,
la
saggezza antica ed aborigena e le filosofie orientali, come pure la
diffusa sperimentazione psichedelica durante i tempestosi anni
’60, rese assolutamente chiaro che una psicologia esaustiva
ed
interculturale, per essere completa, dovesse includere
osservazioni da aree quali stati mistici, coscienza cosmica, esperienze
psichedeliche, fenomeni di trance, creatività ed ispirazione
religiosa, artistica e scientifica.
Nel 1967
un piccolo
gruppo di lavoro comprendente Abraham Maslow, Anthony Sutich, Stanislav
Grof, James Fadiman, Miles Vich, e Sonya Margulies si
incontrò a Menlo Park in California, con l’intento
di
creare una nuova psicologia che onorasse l'intero spettro
dell’ esperienza umana, inclusi vari stati di coscienza
non-ordinari.
Durante
queste
discussioni Maslow e Sutich seguirono il suggerimento di Grof e
chiamarono la nuova disciplina "psicologia transpersonale".
Questo
termine prese
il posto dell’appellativo originario "transumanistica" o
“rivolta oltre le questioni umanistiche”. Subito
dopo
formarono l’Associazione di Psicologia Transpersonale (ATP) e
pubblicarono il Giornale di Psicologia Transpersonale.
Parecchi
anni
dopo, nel 1975, Robert Frager fondò l’Istituto
(Californiano) di Psicologia Transpersonale a Palo Alto, che
è
rimasto la punta di diamante nei settori dell'educazione,
della
ricerca e della terapia Transpersonale per oltre trent’anni.
La
psicologia transpersonale, o quarta forza, ha messo in luce
alcune delle maggiori concezioni errate nei filoni psichiatrici e
psicologici principali.
Ha
inoltre risposto
ad osservazioni importanti che provengono dalla moderna
ricerca
sulla Coscienza e da parecchi altri campi , per le
quali il
paradigma scientifico esistente non aveva spiegazioni adeguate.
Michael
Harner,
Antropologo americano con buone credenziali accademiche, che
sperimentò, nel suo lavoro sul campo in Amazzonia, una
potente
iniziazione sciamanica, ha riassunto brevemente le imperfezioni della
psicologia accademica nella prefazione del suo libro “La via
dello sciamano” (Harner 1980). Egli suggerisce che la
comprensione della psiche nella civiltà industriale
è
gravemente di parte, cioè etnocentrica e
cognicentrica (un
termine migliore potrebbe essere pragmacentrica).
È
etnocentrica nel senso che è stata formulata e
promossa
da scienziati materialistici occidentali che considerano la
propria prospettiva superiore a quella di ogni altro gruppo umano in
qualsiasi momento storico.
Secondo
questi
scienziati la materia è primaria, mentre la vita,
la
coscienza e l'intelligenza sono suoi prodotti secondari più
o
meno accidentali.
Essi
ritengono che la
spiritualità in qualsiasi forma e livello, anche quella
più erudita, non è che il riflesso
dell’ ignoranza
dei fatti scientifici, della superstizione, della
credulità infantile, dell’ autoinganno e del
pensiero
magico primitivo.
Le
esperienze spirituali dirette che coinvolgono figure e reami
archetipici sono viste come prodotti patologici del cervello.
Gli
psichiatri
moderni del filone principale interpretano le esperienze visionarie dei
fondatori delle grandi religioni, dei santi e dei profeti, come
manifestazioni di malattie mentali gravi, sebbene essi manchino di una
spiegazione medica adeguata e di dati di laboratorio necessari a
convalidare tale posizione.
La
letteratura
psichiatrica contiene numerosi articoli e libri che discutono su quale
potrebbe essere la diagnosi clinica appropriata per molte delle grandi
figure della storia spirituale.
Sant’Antonio
è stato definito schizofrenico, San Giovanni della Croce
è stato invece etichettato come “degenerato
ereditario
”, Santa Teresa d' Avila e’ stata liquidata come
una "
grave psicotica isterica " e le esperienze mistiche di Maometto sono
state attribuite all'epilessia.
Molti
altri
personaggi religiosi e spirituali, quale il Buddha,
Gesu’,
Ramakrishna, e Sri Ramana Maharshi sono stati visti come affetti da
psicosi a causa delle loro esperienze visionarie e delle loro
credenze. (Franz Alexander 1931)
Allo
stesso
modo alcuni antropologi formati in modo
tradizionale
hanno discusso della possibilità di diagnosticare gli
sciamani
come schizofrenici, psicotici ambulanti, epilettici o
isterici. Il famoso psicanalista F. Alexander, conosciuto
come
uno dei fondatori della medicina psicosomatica, ha scritto un saggio in
cui persino la meditazione buddista è descritta in termini
psicopatologici e si riferisce ad essa come "catatonia artificiale".
La
psicologia e la
psichiatria occidentali descrivono i rituali e la vita spirituale di
culture antiche e native in termini patologici, mentre i
pericolosi eccessi della civilizzazione industriale che
mettono
potenzialmente in pericolo la vita sul pianeta, sono a tal punto
divenuti parte integrante della nostra vita che
raramente
attraggono l’attenzione di medici e ricercatori,
né
vengono riconosciuti come patologici.
Siamo
quotidianamente testimoni di manifestazioni di insaziabile
avidità e aggressione maligna -
saccheggio di
risorse non rinnovabili trasformate in inquinamento
industriale,
invasione di altri paesi che generano massacri di civili e
genocidi, abuso di scoperte scientifiche per lo sviluppo
delle
armi di distruzione di massa, guerra chimica e biologica, danni alla
natura a causa di precipitazioni radioattive e da perdite accidentali
di petrolio.
Gli
ingegneri e
i protagonisti principali di tale scenario di distruzione, non solo
sono liberi di muoversi, ma sono anche ricchi, famosi e detengono
posizioni di potere all’interno della società,
ricevendo
varie onorificenze.
Allo
stesso modo
persone che hanno stati mistici che possono potenzialmente trasformare
una vita, finiscono ospedalizzate con diagnosi stigmatizzanti e
prescrizioni farmacologiche soppressive.
Questo
é
ciò a cui Michael Harner si riferiva parlando
di
polarizzazione etnocentrica nel giudicare ciò che
é
normale e ciò che e’ patologico.
Secondo
Michael
Harner, la psichiatria e la psicologia occidentali mostrano anche una
forte polarizzazione cognicentrica. Con questo vuole sottolineare che
queste discipline formularono le loro teorie sulla base di esperienze e
osservazioni fatte dal punto di vista di stati di coscienza ordinari e
hanno sistematicamente evitato o interpretato
erroneamente
le prove fornite da stati non ordinari, come i risultati ottenuti da
osservazioni fatte in terapie psichedeliche, in potenti psicoterapie
esperienziali, o il lavoro svolto con individui in crisi
psicospirituali, varie ricerche meditative, studi in campo
antropologico o tanatologico .
I
dati di
rottura di paradigma provenienti da queste aree di ricerca sono stati o
sistematicamente ignorati o mal giudicati e male interpretati a causa
della loro fondamentale incompatibilità con il paradigma
imperante
La
psicologia
transpersonale ha fatto significativi progressi verso la correzione
della polarizzazione etnocentrica e cognicentrica della psichiatria e
della psicologia, particolarmente con il riconoscimento della natura e
del valore delle esperienze transpersonali.
Alla
luce delle
osservazioni che provengono dallo studio degli stati
non-ordinari
di coscienza, "l' attuale irrispettosa denigrazione e patologizzazione
della spiritualità", caratteristica del materialismo
monistico,
appare ora improponibile.
Negli
stati
non-ordinari, le dimensioni spirituali della realtà, possono
essere sperimentate direttamente in un modo altrettanto convincente
della nostra esperienza quotidiana del mondo materiale, se non di
più. E’ anche possibile
descrivere passo dopo
passo le procedure e i contesti appropriati che facilitano
l’accesso a tali esperienze. Uno studio accurato delle
esperienze
transpersonali dimostra che esse sono ontologicamente reali e
contengono informazioni circa dimensioni di esistenza
importanti
e solitamente nascoste, le quali possono essere consensualmente
convalidate.
In
generale lo
studio degli stati non-ordinari di coscienza
conferma la
visione di C. G. Jung secondo la quale le esperienze originate a
livelli profondi della psiche, ( nella mia terminologia : le
esperienze “perinatali” e
“transpersonali” )
hanno una certa qualità che egli chiama (riprendendo il
termine
di Rudolph Otto) "Numinosa "(Jung 1964 ).
Il
termine "
Numinoso" e’ relativamente neutrale e quindi
preferibile ad
altre denominazioni simili, come religioso, mistico, magico, santo o
sacro, che sono spesso state usate in contesti problematici e
possono facilmente trarre in inganno. Il senso di "
numinosità " è basato
sull’apprendimento diretto
del fatto che siamo di fronte ad un reame che appartiene ad un ordine
di realtà superiore, sacro e radicalmente diverso dal mondo
materiale.
Per prevenire incomprensioni e confusioni che hanno
compromesso
molte altre discussioni simili in passato, e’ necessario fare
una
chiara distinzione fra spiritualità e religione. La
spiritualità e’ basata su esperienze dirette di
aspetti e
dimensioni di realtà non-ordinari e non necessita
per
essere esperita di un luogo speciale o di una persona
ufficialmente preposta a mediare il contatto col divino.
I
mistici non
hanno bisogno di chiese o templi. Il contesto in cui essi sperimentano
la dimensione sacra della realtà, compresa la loro stessa
divinità, è il loro corpo e la natura ;
e al posto
di un prete officiante, necessitano di ricercatori e compagni a loro
affini o la guida di un maestro più evoluto di
loro nel
cammino interiore.
La
spiritualità consiste in uno speciale tipo di relazione fra
l’individuo e il cosmo ed è, in essenza, un fatto
personale e privato.
Allo
stesso
modo la religione organizzata è
un’attività di
gruppo istituzionalizzata che ha luogo in un posto designato, tempio o
chiesa, e comprende un sistema di officianti designati che possono o
meno aver avuto esperienze personali di realtà
spirituali
Una
volta
che una religione diventa organizzata, spesso perde completamente la
connessione con la sua sorgente spirituale e diventa
un’istituzione mondana che sfrutta i bisogni spirituali umani
senza soddisfarli.
Le
religioni
organizzate tendono a creare un sistema gerarchico con
l’intento
di perseguire potere, controllo, mire politiche, denaro, possedimenti e
altre preoccupazioni mondane. In simili circostanze la gerarchia
religiosa, di regola, non vede di buon occhio e scoraggia le esperienze
spirituali dirette dei suoi membri poiché esse portano
indipendenza e non possono essere efficacemente controllate.
Quando
questo accade la vita spirituale genuina continua solo nei contesti
mistici, negli ordini monastici e in sette estatiche delle religioni
coinvolte. Mentre è chiaro che il fondamentalismo e il dogma
religioso sono incompatibili con la visione scientifica del mondo, sia
essa Cartesiana-Newtoniana o basata sul nuovo paradigma, e non vi
e’ ragione per cui non dovremmo studiare seriamente la natura
e
le implicazioni delle esperienze transpersonali.
Come
Ken Wilber
fa notare nel suo libro" A Sociable God " (Wilber 1983), non
ci
può essere conflitto fra scienza genuina e autentica
religione.
Se un conflitto sembra esserci è molto probabile che si
tratti
di falsa scienza e falsa religione, dove entrambe le parti hanno una
seria incomprensione della posizione altrui e molto
probabilmente
rappresentano una versione falsa della propria disciplina.
La
psicologia
transpersonale così come è,
è nata alla fine
degli anni ’60, era culturalmente sensibile e trattava i
rituali
e le tradizioni spirituali delle culture antiche e native con il
rispetto che esse giustamente meritavano nella visione delle scoperte
della moderna ricerca sulla coscienza .
Essa
abbraccia
ed integra anche un’ampia gamma di “fenomeni
anomali”, osservazioni che vanno a spezzare il paradigma
della
scienza accademica e che quest’ ultima non è
ancora stata
in grado di spiegare. Comunque, sebbene fosse
esaustiva e
ben documentata, la nuova branca rappresentava un tale
radicale
allontanamento dal pensiero accademico nei circoli professionali, che
non poteva conciliarsi né con la psicologia e psichiatria
tradizionali, né con il paradigma Newtoniano-Cartesiano
della
scienza occidentale.
Come
conseguenza di questo essa era estremamente vulnerabile
alle accuse che la tacciavano di essere
“irrazionale”,
“non-scientifica” e persino
traballante, particolarmente da quegli scienziati che non erano a
conoscenza dell'ampio corpo di osservazioni e di materiale su cui il
nuovo movimento era basato.
La
situazione
cambiò drasticamente durante i primi due decenni di
esistenza
della psicologia transpersonale. Come risultato di nuovi concetti e
scoperte rivoluzionarie in varie discipline scientifiche, la filosofia
della scienza occidentale tradizionale, le sue assunzioni di base e il
suo paradigma Newtoniano-Cartesiano, sono state sempre più
seriamente messe alla prova.
Fra
queste
sfide vi erano quelle poste dalle scoperte e dalle
implicazioni
filosofiche della fisica quantistico-relativistica come indicato da
Fritjof Capra ( Capra 1975), Fred Alan Wolf (1981), Nick
Herbert
(Herbert 1979), Amit Goswami (Goswami ) e molti altri: la
teoria
dell’ olomovimento di David Bohm (Bohm 1980), il
modello
olografico del cervello di Karl Pribram (Pribram 1971), la
brillante sintesi di cibernetica, teorie dei sistemi e
dell’ informazione, logica, psicologia e altre
discipline
di Gregory Bateson (Bateson 1979), il lavoro sui campi morfogenetici di
Rupert Sheldrake (Sheldrake 1981), gli studi sulle strutture
dissipative e ordini di fluttuazione di Prigogine (Prigogine 1980) il
principio Antropico in astrofisica ( Barrow e Tripler 1986) e
molti altri.
E’
stato molto
entusiasmante vedere come tutti questi nuovi sviluppi, sebbene
inconciliabili con il monismo materialista ed il pensiero
Newtoniano-Cartesiano del diciassettesimo secolo, siano compatibili con
la psicologia transpersonale.
E’
diventato
sempre più possibile immaginare che la psicologia
traspersonale
divenga in futuro accettata nei circoli accademici e possa essere parte
integrante di una visione scientifica del mondo radicalmente nuova.
Mentre i
progressi
rivoluzionari fatti in varie discipline della scienza moderna
continuano a demolire l’ormai obsoleta visione
materialistica del mondo del diciassettesimo secolo, è
già possibile veder emergere la forma generica di una nuova
comprensione di noi stessi, della natura e dell’universo in
cui
viviamo.
Questo
nuovo
paradigma dovrebbe essere in grado di riconciliare la scienza
con
una spiritualità basata sull’esperienza,
universale
e onnicomprensiva della natura e capace di portare ad una
sintesi
di scienza moderna e saggezza antica.
Anche a
questo stadio
di sviluppo, noi abbiamo più di un mosaico di pezzi
sconnessi fra loro riguardo questa nuova visione della
realtà .
Almeno
due dei
maggiori tentativi intellettuali di integrare la psicologia
transpersonale in una nuova e più ampia visione
del mondo
meritano di essere menzionati in questo contesto. La prima di queste
avventure pionieristiche e’ stato il lavoro di Ken Wilber.
In una
serie di libri
a cominciare dal suo " Spettro della Coscienza "
(Wilber
1977) , Ken ha operato una sintesi altamente creativa di dati presi da
un’ampia varietà di aree e discipline che vanno
dalla
psicologia, all’antropologia, dalla sociologia alla mitologia
e
alla religione comparata, passando attraverso la linguistica, la
filosofia e la storia, fino ad arrivare alla cosmologia, alla fisica
quantistica e relativistica, alla biologia, alla teoria
evoluzionistica e alla teoria dei sistemi
La sua
conoscenza
della letteratura e’ veramente enciclopedica, la sua mente
analitica è sistematica ed incisiva e la sua
abilità nel
comunicare chiaramente idee complesse è eccellente.
L’impressionante larghezza di vedute, la capacità
di
sintesi ed il rigore intellettuale del lavoro di Ken hanno
fatto
sì che esso diventasse una teoria della psicologia
transpersonale largamente acclamata ed altamente influente.
Sarebbe
però troppo aspettarsi che un lavoro
interdisciplinare di
questa portata e profondità sia perfetto e senza falli in
ogni
dettaglio. Infatti il lavoro di Ken ha attirato non solo plausi ma
anche serie critiche da varie fonti. Gli scambi sugli aspetti
controversi della sua teoria hanno spesso provocato dibattiti
molto accesi, in parte a causa del suo stile spesso polemico che non
rinuncia ad attacchi personali con parole forti.
Alcune
di queste
discussioni sono state raccolte in un volume intitolato" Ken Wilber in
Dialogue" ( Rothberg e Kelly 1998) e altre in numerosi
articoli e
siti internet.
Molte di
queste
discussioni sul lavoro di Ken Wilber si concentrano su aree e
discipline che non hanno a che fare con la psicologia transpersonale e
discuterne qui trascenderebbe la natura e lo scopo di questo scritto
Negli
anni Ken
ed io ci siamo scambiati idee, in modo specifico riguardo a vari
aspetti della psicologia transpersonale; questo ha comportato sia
complimenti che critiche circa le nostre rispettive teorie.
Come
prima cosa
ho analizzato similitudini e differenze fra il modello della
mente secondo Ken, e le mie osservazioni e costrutti
teoretici,
nel mio libro Oltre il Cervello" (Grof 1985 La Cittadella
Edizioni ).
Più
avanti
sono ritornato su questo soggetto nel mio contributo al compendio
intitolato "Ken Wilber in Dialogue" (Rothberg e Kelly 1998) e
nel
mio Psicologia del Futuro (Grof 2000 edizioni RED ).
Nel mio
tentativo di
valutare criticamente le teorie di Ken, mi sono avvicinato a questo
compito da una prospettiva clinica, basandomi principalmente
sui
dati della ricerca moderna sulla coscienza, mia e di altri.
Il
problema
principale negli scritti di Ken riguardanti la psicologia
transpersonale dipende dal fatto che egli non ha nessuna esperienza
clinica e le fonti principali dei suoi dati provengono dalle
sue
vaste letture e dalle esperienze tratte dalla sua pratica spirituale
personale.
Inoltre
egli ha
tratto la maggioranza dei suoi dati clinici da scuole che usano metodi
di psicoterapia verbale e strutture concettuali limitate alla biografia
post-natale. Egli non tiene in considerazione
l’evidenza
clinica raccolta nelle ultime decadi di terapia esperienziale
con
o senza sostanze psichedeliche.
Per una
teoria
così importante ed influente quale
è
diventato il lavoro di Ken, non e’ sufficiente che essa
integri
materiale da diverse fonti, antiche e moderne, in un sistema filosofico
che mostri coesione logica interna; mentre la consistenza
logica
è certamente un prerequisito importante : una teoria "
valida "
deve comprendere una qualità ulteriore che
è
ugualmente, se non più, importante.
E’
generalmente
accettato fra gli scienziati che un sistema di idee
è una
teoria accettabile se, e solo se, le sue conclusioni sono in accordo
con fatti osservabili (Frank 1957).
Io ho
tentato di
definire le aree in cui le speculazioni di Ken erano in
conflitto
con i fatti osservabili e quelle che
implicavano
incongruenze logiche.
Una di
queste
discrepanze consiste nell’omissione del
reame
prenatale e perinatale dalla sua mappa della coscienza e dal
suo
schema di sviluppo. Un’altra era l’accettazione
acritica
sull’accento posto dalla psicologia freudiana e
post-freudiana sull’origine post-natale dei
disordini
emozionali e psicosomatici, e il suo mancato riconoscimento delle loro
radici perinatali e transpersonali
La
descrizione di Ken
della natura strettamente lineare dello sviluppo spirituale,
l’incapacità di vedere la natura paradossale della
relazione pre-trans, e la riduzione del
problema
della morte in psicologia (Thanatos) ad una transizione da un
fulcro di sviluppo ad un altro, sono state ulteriori aree di
disaccordo.
Particolarmente
problematico è stato il suggerimento di Ken di
diagnosticare i clienti in termini di
problemi
emozionali, morali, intellettuali, esistenziali, filosofici e
spirituali che essi mostrano, in accordo al suo schema ( Wilber) ; e
assegnarli a differenti terapeuti
specializzati in
quelle aree.
Questa
raccomandazione potrebbe favorevolmente impressionare un
neofita
facendogli credere che sia una soluzione sofisticata a problemi
psicologici, ma è “ naif ” e non
realistica dal
punto di vista di qualsiasi esperto clinico.
I
problemi
citati qui sopra riguardo ad aspetti specifici del sistema di Wilber
possono facilmente essere corretti e non invalidano minimamente
l’utilità della sua visione totale, in quanto
traccia per
una comprensione esaustiva della realtà. In anni recenti Ken
si
è distanziato dalla psicologia transpersonale a favore della
sua
propria visione che egli chiama psicologia integrale .
Ad un
esame
più ravvicinato, quello a cui Wilber si riferisce
con
Psicologia Integrale va ben oltre a quello che noi
tradizionalmente intendiamo con questo appellativo,
poiché
comprende aree che appartengono ad altre discipline.
In
questo senso il
suo approccio integrale rappresenta un contesto vasto e utile
per
la psicologia transpersonale, piuttosto che un suo sostituto.
Il
secondo tentativo
pionieristico di integrare la psicologia transpersonale in una nuova ed
esaustiva visione del mondo, è il lavoro di Ervin
Laszlo, il più importante teorico di sistemi del
mondo,
scienziato interdisciplinare e filosofo di origine Ungherese,
attualmente vivente in Italia. Uomo dalle molte
sfaccettature, con una gamma di interessi e talenti che ricordano le
grandi figure del rinascimento, Laszlo raggiunse fama internazionale
come bambino prodigio e pianista concertista durante
l’adolescenza.
Poi
rivolse il
suo interesse, pochi anni dopo, alla scienza ed alla filosofia, dando
inizio alla sua ricerca di una vita sulla natura umana e
sulla
natura della realtà.
In un
tour de force
intellettuale e in una serie di libri, Laszlo ha esplorato una vasta
gamma di discipline, incluso l’astrofisica, la fisica
quantistica
e relativistica, la biologia e la psicologia (Laszlo 1993,1995,2004,
Laszlo e Abraham 2004). Ha segnalato una grande quantità di
fenomeni, osservazioni paradossali e sfide paradigmatiche, per le quali
queste discipline non hanno ancora spiegazione.
Egli ha
poi esaminato
i tentativi di vari pionieri della nuova scienza-paradigma di
fornire soluzioni a queste sfide concettuali.
Questo
include la
teoria dell'olomovimento di Bohm, il modello olografico del cervello di
Pribram, la teoria dei campi morfogenetici di Sheldrake, il concetto
delle strutture dissipative di Prigogine, e altri.
Egli ha
preso in considerazione i contributi di queste teorie ed anche i
problemi che esse sono state incapaci di risolvere.
Attingendo
dai
progressi delle scienze esatte e dalla matematica, Laszlo ha
quindi offerto una soluzione agli odierni paradossi della scienza
occidentale, la quale trascende i confini delle singole discipline
Egli ha
raggiunto
tale scopo attraverso la formulazione della sua “
connectivity hypothesis " ( teoria sistemica generale dell'evoluzione).
Pietra
miliare del
suo lavoro è insito nel concetto di "Campo Psi ’
“campo di punto zero" ( Laszlo 1993,1995, Laszlo e Abraham
2004).
Egli
lo
descrive come un campo subquantico, che detiene la memoria
olografica di tutti gli eventi che sono accaduti nel mondo fenomenico.
Laszlo include esplicitamente, nella sua teoria onnipervadente, la
psicologia transpersonale e le filosofie spirituali, come illustrato
nel suo scritto su Jung e la ricerca sulla coscienza (Laszlo ), e nel
suo ultimo libro "La scienza e Il campo Akascico: una teoria integrante
di tutto” (Laszlo 2004).
Associazione
Internazionale Transpersonale (ITA)
Fin dai
suoi esordi
,alla fine degli anni ’60, l’Associazione di
Psicologia
Transpersonale (ATP) ha tenuto regolari conferenze annuali ad Asilomar,
California.
Poichè
l’interesse per il movimento cresceva e si estendeva al di
là della zona della Baia di San Francisco e fuori
dagli
Stati Uniti, sono stati organizzati incontri
internazionali occasionali sul traspersonale in
varie parti
del mondo.
I primi
due ebbero
luogo a Bifrost, Islanda; il terzo a Inari, Finlandia, ed il quarto a
Belo Horizonte, Brasile. Al tempo dell’incontro brasiliano
queste
conferenze erano ormai talmente popolari e di tale
affluenza che fu deciso di formalizzarle creando
un’istituzione
che le organizzasse, l’Associazione Transpersonale
Internazionale
(ITA).
L’ITA
fu
inaugurata da Stanislav Grof che ne divento’ il presidente
fondatore, a cui si unirono Michael Murphy e Richard Price; questi
ultimi due, nei primi anni ’60, diedero inizio all
’Istituto Esalen a Big Sur, California, il primo
centro per
lo sviluppo della potenzialità umana.
A
differenza
dell’Associazione di Psicologia Transpersonale,
l’ITA era
esplicitamente internazionale e interdisciplinare.
A questo
punto,
l’orientamento transpersonale era ormai apparso in molte
branche
della scienza e in altre aree di attività umana. Quindi il
programma di conferenze dell’ITA includeva non solo
psicologi,
psichiatri e psicoterapeuti, ma anche fisici, biologi, dottori in
antropologia, mitologi, filosofi, matematici, artisti, maestri
spirituali, educatori, politici, economisti e molti altri.
L’ITA
ha tenuto le sue conferenze a Boston, Massachussets; Melbourne,
Australia; Bombay, India; Davos, Svizzera; Kyoto, Giappone; Santa Rosa,
California; Eugene, Oregon; Praga, Cecoslovacchia; Killarney, Irlanda;
Santa Clara, California; Manaus, Brasile e Palm Spring, California, USA.
Come
indica la
seguente lista, fra i partecipanti e relatori hanno
presenziato personalità di spicco della vita
scientifica,
culturale e politica.
Stanislav
Grof
Psicologia
e Psichiatria :
Frances
Vaughan,
Roger Walsh, Sandra Harner, June Singer, John Perry, James Fadiman,
Arthur Hastings, R D.Laing, Virginia Satir, Dora Kalff, Elisabeth
Kubler-Ross, Marie-Louise von Franz, Jean Shinoda Bolen, Claudio
Naranjo, Ken Pelletier, Ralph Metzner, Angeles Arrien, Christopher
Bache, Paul Grof, Stanislav Grof, Christina Grof, Charles Tart, Steven
Larsen, Robin Larsen, Kenneth Ring, Arthur Hastings, Judith Cornell,
Richard Tarnas, Jean Houston, Steve Aizenstat, Arnold Mindell, Amy
Mindell, Roger Woolger, Gilda Moura, Raymond Moody, John Bradshaw,
Pierre Weil, Marion Woodman, Massimo Rosselli, Ann Armstrong, Paulo
Rzezinski, Linda Leonard, Jane Middelton - Moz, Rokelle Lerner, Charles
Whitfield, John Mack, Robert Jay Lifton, Robert McDermott, Stanley
Krippner, Andrew Weil, Seymour Boorstein, Dean Shapiro, Charlene
Spretnak, Marilyn Schlitz, Hércoles Jaci, John Beebe, Jenny
Wade, Michael Mithoefer, Charles Grob, Richard Yensen, Vladimir Maykov,
Donna Dryer, Dennis Slattery, Rick Strassman, Phillippe Bandeira de
Melo, Michael Grosso, David Ulansey, Don Juan Nuñez del
Prado,
Roberto Baruzzi, e altri.
Altre
Scienze :
David
Bohm, Karl
Pribram, Fritjof Capra, Rupert Sheldrake, Fred Alan Wolf, Ervin Laszlo,
Elizabeth Kuebler-Ross, Willis Harman, Albert Hofmann, Orlando
Villas-Boas, Vasily Nalimov, Ilya Prigogine, Lee Sannella, Igor
Charkovsky, Elmer and Alyce Green, Michael Harner, Peter Russell,
Richard Katz, Russell Targ, Arthur Young, Jean Achterberg, Duane Elgin,
Ivan Havel, Zdenek Neubauer, Carl Simonton, Frederic Leboyer, Peter
Schwartz, Bernard Lietaer, Brian McCusker, Terence McKenna, Brian
Swimme, Amit Goswami, Igor Charkovsky, Luiz Augusto de Queiroz, Michel
Odent, Rachel Naomi Remen, and others.
Vita
Spirituale:
Madre
Teresa, Sua
Santita' the Dalai Lama, Swami Muktananda, Fratello David Steindl-Rast,
Pir Vilayat Khan, Sheikh Muzaffer and the Halveti-Jerahi dervishes,
Sogyal Rinpoche, Ram Dass, Chungliang Al Huang, Matthew Fox, Jack
Kornfield, Wes Nisker, Nishitani Roshi, Gopi Krishna, Thomas Banyacya,
Don Manuel Q'espi, Andrew Harvey, Lauren Artress, Alex Polari de
Alverga, Huston Smith, Cecil Williams, Shairy Jose Quimbo, Brooke
Medicine Eagle, Zalman Schachter, Olotunji Babatunde, Shlomo Carlebach,
e altri.
Attività
artistiche e culturali:
John
Cleese, Alarmel
Vali, Paul Horn, Mickey Hart, Steven Halpern, David Darling, Randall
Bramblett, Michael Vetter, Gabrielle Roth, Nina Wise, Jiri
Stivín, Patricia Ellsberg, Alex Grey, Silvia Nakkach, Lorin
Hollander, Tara Tupper, Nina Simons, Jon Voight, Jai Uttal, Geoffrey
Gordon, Russell Walder, Vishnu Tattva Das, Barbara Framm, Susan
Griffin, Robert Bly, Robert Schwartz, Gloria Steinem, Isabel Allende,
Jill Purce, Georgia Kelly, Steve Roach, Rusty Schweickart, Raizes
Caboclas Orchestra, Mar Azul Capoeira group, Lost at Last, e altri.
Politica
:
Karan
Singh, Václav Havel, Jerry Brown, John Vasconcellos, Jim
Garrison, Burnum Burnum, Sulak Sivaraksa
Riferimenti
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