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L'IMPRINTING DELL'EX
Mariangela Masino
In
amore, come in biologia, il passato puo' condizionare il presente,
ostacolando le nuove relazioni. Ecco perché accade e i consigli per
ritrovare la spontaneità nei sentimenti. C'é chi chiude senza problemi con il passato, con una storia importante ma ormai finita...
E c'é chi, invece, ne resta condizionata nonostante tutto, al punto da
compromettere il proprio presente sentimentale, per non parlare del
futuro. Il ricordo dell'ex, degli anni trascorsi insieme, delle
abitudini e dei progetti condivisi, ritorna come un'esperienza mitica,
irripetibile, depurata come per magia da ogni incomprensione e
dissapore (che pure c'erano, tant' é vero che la relazione é
finita...). Ed ecco che, di fronte a ogni nuovo incontro, sorge
spontaneo il paragone: "Tanto, con nessun altro potrò mai essere felice
come lo sono stata con lui...". Un atteggiamento limitante, che
impedisce di trovare di nuovo l'amore. Chi l'ha detto, infatti, che chi
ha avuto una relazione molto inten- sa non ne possa costruire un'al-
tra, del tutto diversa, ma ugualmente importante? Eppure, questa falsa
convinzione rischia di segnare la vita sentimentale di chi fatica a
ritrovare la giusta disposizione d'animo per amare davvero una seconda
volta. Ma perché succede? E che cosa si può fare per liberarsi da
quello si può definire "imprinting dell'ex"?
UN MECCANISMO DI DIFESA
Dietro un atteggiamento di questo tipo, che rimanda in modo quasi
ossessivo al passato vissuto con l'ex, si può nascondere
Il passato, edulcorato da una memoria selettiva che ne mette in luce
solo gli aspetti positivi, diventa una corazza difensiva e una sorta di
alibi per la propria situazione attuale da cui, in realtà, non si vuole
davvero uscire. In altre parole, si é convinte di questo: "Non ho un
compagno o, comunque, non ne ho uno con cui fare le cose sul serio,
perché tanto nessuno sarà mai come il mio ex". Inutile dire che, di
fronte a un modello tanto idealizzato quanto imbattibile nella sua
perfezione, qualsiasi uomo in carne e ossa, seppur innamorato,
finirebbe per scoraggiarsi e... scappare a gambe levate. Riesce facile,
allora, dire: "Ecco, lo sapevo...". Ma é proprio vero che il
timore di non essere più capace di amare e, soprattutto, di
essere amata.un partner così fantastico come l'ex non lo si
troverà mai più?
E se invece, piuttosto, fosse proprio proprio questo atteggia mento
così prevenuto, per non parlare dei continui paragoni, a determinare la
fine certa di ogni nuova relazione?
NON CEDERE ALLA SFIDUCIA
Per
alcune donne la fine di una storia in cui si é investito molto può
inibire una futura, eventuale "seconda vita" affettiva. la storia
finita può far credere di non essere capaci di amare oche non si é
ricevuto amore in cambio di quello dato. Una delusione che induce uno
sguardo cinico, poco disponibile a fidarsi di un altro uomo, incline a
generalizzare: come se, poiché con l'ex é andata in un certo modo,
dovesse andare sempre cosÏ. Di conseguenza, si crea un linguaggio
interiore che porta a ripetere frasi come: "Tutti gli uomini sono
uguali", "Finita la passione tutto finisce", o "Innamorarsi é
difficile, implica energie che non mi sento pi˘ di dare". Convinzioni
superficiali, pregiudizi che, se non si superano, possono davvero
isolare. Se una storia é finita male, non significa che la prossima,
invece, non sia per tutta la vita. E che, anche una relazione
relativamente breve, non possa comunque essere importante, quanto (e a
volte di pi˘) di una relazione lunghissima, ma spenta.
LIBERARSI DEL PASSATO E' POSSIBILE
Per
uscire da questo circolo vizioso, prima di tutto é
indispensabile
riesaminare il passato senza mitizzarlo, ripercorrendone tutte le fasi,
anche quelle negative che hanno portato alla rottura. Se si fa fatica a
essere obiettive, é utile confrontarsi per esempio con un'amica
che ne é stata testimone. Il secondo passo da compiere é riconoscere le proprie paure.
Può non essere facile, ma é importante ricordare che avere dei timori é
del tutto umano e naturale. A questo punto, si può fare un passo
indietro: guardare al passato con occhi più consapevoli serve
finalmente a recuperarne gli aspetti davvero positivi. Ogni storia,
specie se importante, alimenta grandi energie rinnovatrici che restano dentro,
e che é sempre possibile recuperare. La vecchia relazione ha insegnato
a godere la vita, a fare progetti, a vivere un'infinità di particolari
esperienze, viaggi e amicizie, che non finiscono mai di arricchire
dentro. Si tratta, infatti, di stimoli positivi che fanno parte di un
patrimonio affettivo che può tornare utile per il resto della vita. Ma
soprattutto, la grande passione del passato é la prova che si é capaci
di provare amore, un sentimento che, di per sé, non ha scadenze, né si
esaurisce.
LA FORZA RINNOVATRICE DELL'AMORE
L'
innamoramento é un detonatore delle potenzialità interiori, il miglior
stimolante naturale che ci sia. Può aiutare a crescere, a cambiare, a
lanciarsi in nuovi progetti. Ripensare al grande amore passato evoca un
periodo della vita in cui si era entusiaste, grintose, ottimiste. Ma
non tutto dipendeva dall'ex, anche se lui era il fulcro di un periodo
felice in cui si era diverse e pronte ad affrontare con entusiasmo la
vita. Tutte prese dall'euforia dei sentimenti, é facile vedere il mondo
in rosa ed essere più disponibili nei confronti degli altri e di se
stesse. Per richiamare quelle stesse emozioni, si possono visualizzare
scene e paesaggi di quei momenti magici in modo da ritrovare nuove
energie per la propria vita attuale.
OGNI INCONTRO E' UNICO
Per
liberarsi dell'imprinting dell'ex, e accettare il "rischio" di
innamorarsi ancora e per davvero, é indispensabile vivere ogni nuovo
incontro come se fosse il primo. Nessun uomo é uguale a un altro: i
paragoni sono inutili e fuorvianti. Piuttosto, é importante dare
ascolto alle proprie sensazioni, senza farsi condizionare dal passato.
Articolo di Mariangela Masino, pubblicato su Friendly, Nov. 2005
Consulenza di Massimo Soldati
psicologo e psicoterapeuta
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