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Testo originale su sito American Psychological Association

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DIVISIONE 32 E PSICOLOGIA EVIDENCE BASED
 
La Divisione 32 è la branca della American Psychological Association che si occupa di Psicologia Umanistica. Essa esprime in un ormai storico documento qui di seguito tradotto tutta la propria preoccupazione per una Psicologia che dietro la validazione tratta dall'evidenza, oggi così tanto ricercata e sbandierata, nasconde un atteggiamento meccanicistico più attento alla catalogazione e riduzione a mero dato manualistico, che ad un interesse ampio e comprensivo per la persona. Dietro alla querelle tra la Divisione 12 e la 32 possiamo leggere 'con tutta evidenza' ben altro, cioè la necessità di una Psicologia - e con essa tutto l'insieme delle altre discipline - veramente Integrale.

DICHIARAZIONE

Principi e pratiche raccomandati

Ciò che segue è un brano tratto dal rapporto di un gruppo di esperti della Divisione, pubblicato nella primavera 1997 (volume 25, No.1) di The Humanistic Psychologist. Rappresenta la posizione di Divisione 32 sull'argomento dei "trattamenti empiricamente supportati."

Gli psicologi umanistici formano la loro propria Comunità professionale ed hanno i loro propri punti di vista specifici sulla natura umana, la scienza, la metodologia della ricerca e la psicoterapia. La psicoterapia di umanistica si occupa delle disfunzioni psicologiche nel vasto contesto dell’impegno del cliente nella vita e dei suoi modi di essere nel mondo. Gli psicologi umanistici sono orientati verso la promozione dello sviluppo psicologico degli individui, delle famiglie e delle comunità attraverso il supporto dei loro autonomi sforzi creativi. Le pratiche umanistiche sono quindi olistiche e sono basate sulla concezione del processo terapeutico come attività dialogica, che avviene attraverso conversazioni interpersonali ed attività simboliche intersoggettive. Di conseguenza gli umanisti rifiutano il modello del professionista come esperto che decide per il paziente quale è il trattamento adatto. I professionisti umanistici riconoscono che il loro compito è quello di porre la loro perizia al servizio dei loro clienti e stabilire un rapporto dialogico di collaborazione con loro. Il progetto congiunto del cliente e dello psicoterapeuta è di lavorare verso obiettivi individualizzati, nel quadro della specifica visione del mondo dei clienti e della comprensione  delle loro proprie aspirazioni piuttosto che su categorie diagnostiche normative. Gli umanisti credono che i metodi impiegati nel fornire i servizi debbano riflettere il valore di base di promuovere l'azione e lo sviluppo degli individui e dei gruppi.
In questi giorni di sempre maggior trasparenza verso il pubblico -- un atteggiamento che gli psicologi umanistici che offrono servizi al pubblico condividono -- vari gruppi pubblici stanno redigendo documenti che specificano le linee guida di riferimento per una corretta pratica professionale. La Divisione 12 dell'American Psychological Association ha stabilito i relativi criteri di verifica per decidere sui "trattamenti empiricamente convalidati"(1), (recentemente ribattezzati "trattamenti empiricamente supportati") (2). Gli psicologi umanistici sono preoccupati da documenti come questi perché privilegiano i metodi che a) adottano la visione caratteristica del modello medico della disfunzione psicologica e dei relativi rimedi, b) sono focalizzati sulla rimozione del sintomo e c) sono nella propria natura tecnicistici. Per di più, sono basati su un particolare modello di scienza — il metodo proprio della scienza naturale positivistica -- che molti umanisti ritengono più adatto per esaminare gli effetti del trattamento farmacologico, che per esaminare le interrelazioni complesse che caratterizzano le forme umanistiche (e molte altre) di psicoterapia. Gli umanisti non ripudiano la ricerca scientifica. Tuttavia rifiutano i tentativi di privilegiare tali metodi nello studio su comportamento umano e di imporre questi metodi come criteri ultimi di verifica per decidere sull'efficacia della psicoterapia. Di conseguenza gli umanisti rifiutano l'idea che la terapia debba essere studiata solo come un trattamento-di-disordini e che debba essere ridotta a manuale, i due criteri centrali delle linee guida per i “trattamenti empiricamente supportati" della divisione 12.
Gli psicologi umanistici sostengono l'esigenza della ricerca empirica e della fornitura di servizi che abbiano una certa provata evidenza a sostegno della loro efficacia. Tuttavia, sia i metodi delle scienze naturali che quelli delle scienze umane sono utili e nessuno dovrebbe essere privilegiato rispetto all'altro. Di conseguenza, gli psicologi umanistici sarebbero favorevoli a "servizi empiricamente supportati" soltanto con differenti criteri di validazione rispetto a quelli specificati dalla Divisione 12. Un gruppo di esperti della Divisione 32 è impegnato a specificare tali criteri.

1) ndt:empirically validated treatments
2) ndt:empirically supported treatments

Traduzione di Massimo Soldati.





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